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  • Recensione di “Breathe” dal blog Il Trono di Minosse (26/02/2012)

“Oggi parliamo di musica e lo facciamo (plurale maiestatis a-gratis) con Breathe di Alessio Premoli. Si tratta di un album acustico interamente strumentale che il giovane compositore milanese ha rilasciato gratuitamente durante l’estate del 2011: un lavoro questo piuttosto easy-listening con toccanti momenti ambient ed atmosferici capaci di trasportarci davanti ad un tramonto piuttosto che in corsa in mezzo ad un campo di grano, lungo una strada colma dell’umidità primaverile che raffredda la percezione delle cose intorno a noi o in un letto a fantasticare ad occhi chiusi sul colore del cielo e le nuvole che svaniscono e riappaiono. Prima di questo disco era stato rilasciato, a mo’ di singolo anticipando così il tema acusticodi Breathe, un Ep intitolato “Shipwreck in your eyes” che conteneva un brano omonimo, un vecchio brano Eternal Love in chiave live, Leaves of Grass (non presente in Breathe) e A Project, un brano tratto da Duemilanove disco d’esordio di Alessio Premoli, questa volta registrato in chiave acustica. Che sia stato il minimalismo uomo-chitarra, vista magari come prolungamento dei propri arti e strumento atto ad esprimere i suoni che riecheggiano nella mente umana, a voler portare il nostro a concepire un album interamente acustico non si sa (per lo meno io non lo so) fatto sta che la chiave di lettura dei lavori di questo giovane compositore risiede nelle melodie semplici e trasportanti che bilanciano il repertorio jazz e non solo facente parte del bagaglio di conoscenze di Alessio. Può darsi che a volte, essendo abituati ad ascoltare altro magari di più roccioso, non si riesca ad entrare nella dimensione che questa musica ritaglia dalla realtà sebbene stimoli una certa curiosità ma con il secondo ascolto tutto diverrà più chiaro ed il sentiero su cui incamminarsi sarà più nitido.

Breathe è stato registrato dallo stesso Alessio in presa diretta ed oltre ai miracoli che la tecnologia degli home studios riesce a fare si può notare, forse non in modo immediato, che le chitarre hanno accordature particolari di modo in cui si riescano ad ottenere suoni ponderati ad hoc con dissonanze quasi calcolate ed armonici in posizioni diverse: insomma un lavoro ben costruito. Riguardo l’esecuzione il finger-style è distribuito in modo piuttosto omogeneo a volte assumendo delle imprimiture più country-folk in Running through the maize, a volte più rock-blues (decadente) inFading o momenti più ambient/space come in A cherry in the sky. Aggiungo anche che nonostante non si parli molto delle tracce e della corposità, in quanto caratteristica evidente a volte valutata anche in modo soggettivo, c’è una suite April’s Streets divisa in ben cinque sottoparti concettuali, una delle quali una “reprise” del tema d’apertura, che in qualche modo dipinge con colori leggeri ed opachi lo sfondo di quest’album: da lì in poi sarà il disco si evolve e si lascia scoprire in tutte le sue sfaccettature.

Un gran bel lavoro.”

  • Recensione di “Duemilanove” dal blog Deliverance Chamber (17/05/2011)

Il vascello di Deliverance Chamber questa volta approda su spiagge dai toni più pacati, dove la leggera brezza scompiglia i capelli, si degustano cocktail fruttati ed i sensi vengono allietati da Duemilanove, il disco d’esordio di Alessio Premoli: giovane compositore ed appassionato di funk, jazz, lounge generi di cui poco si sente parlare anche perché richiedono una dose conoscitiva e soprattutto tecnica non affatto trascurabile.

 Duemilanove è un lavoro che racchiude espressione, soggettività, affetti, sogni e visioni oggettive come quella della Milano caotica, frenetica che cerca attimi di calma per non collassare su se stessa.  Il disco alterna momenti ambient come Sweet evening by the sea a momenti con più brio come Funky Morning, a pregevoli evasioni acustiche come Tanya (for a friend) che bilanciano quegli spunti di minimalismo che si scovano qua e là.

 Si parla sostanzialmente di un disco easy-listening, con motivi che rimangono impressi fin dal primo ascolto: cosa che è proprio nell’intenzione del compositore quella di raggiungere la maggior parte delle persone e fare conoscere sotto un punto di vista più semplice quest’ensamble di generi.

 A supporto dell’intero lavoro più una serie di altri Ep vi sono gli APJ – Alessio Premoli Project, un quintetto di giovani musicisti capitanati appunto da Alessio come formazione da perfomances live.

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