here.now.where? Alla biennale di Marrakech!

Alla biennale di Marrakech di quest’anno ci sarò anche io. O meglio: non proprio io in carne e ossa, ma un mio brano all’interno di una rassegna. È qualche tempo che sulla mia pagina facebook condivido post, brevi informazioni e qualche nozione, lasciando ancora gran parte del progetto nell’ombra. E ora, con questo articolo, provo un po’ a raccontarvi di cosa si tratta.

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“here.now.where?” è un progetto di sonorizzazione promosso da Saout Radio, emittente radiofonica indipendente dedita alla promozione e alla diffusione dell’“arte contemporanea udibile” (“audible contemporary art”). L’obbiettivo della rassegna è raccogliere una trentina di brani musicali da trasmettere all’interno di alcuni taxi di Marrakech durante la settimana di apertura della biennale, brani che sono stati selezionati tramite un contest online:

“here, now, where? is a sonic urban ambulation, proposed by artists Younes Baba-Ali and Anna Raimondo, for the sound and radio art platform Saout Radio. Following an international open call, and at Saout Radio’s invitation, a collection of soundscapes from different sensibilities, languages and formats will be diffused inside local taxis during the first week of the 5th Marrakesh Biennial (from 25th of February to 2nd of March 2014). In resonance with both Henri Lefebvre’s “right to the city“ and the Biennial’s proposal “Where are we now?“, Saout Radio poses the question of delocalisation in the present moment through the experience of listening in the urban space.”

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Identificativi per i taxi che partecipano all’iniziativa

L’obbiettivo ultimo del singolo brano, quindi, è quello di ricreare un ambiente sonoro – una soundscape – che ricostruisca un luogo, immaginario o reale, permettendo all’ascoltatore di sperimentare simultaneamente il senso del “qui” (ambiente reale in cui si muove il taxi) e dell’”altrove” (luogo ricreato dai suoni trasmessi).

Fin qua quanto richiesto e quanto pensato dagli organizzatori. Ho cercato di fare mie queste direttive e organizzare il lavoro approfondendo qualche tema sul quale rifletto da un po’ di tempo.

Prima di tutto la musica concreta. All’inizio del 2013 ho realizzato due brani per le compilation dell’IFAR (Instutute For Alien Research –  trovate i post qua e qua), confrontandomi per la prima volta con un modo di fare musica non tradizionale: elevare oggetti e modi non usuali di approcciarsi allo strumento a materiale ritmico e melodico.
Volevo recuperare questo modo di scrivere,  sovrapponendolo ad una modalità più tradizionale (con l’uso di chitarra e tastiere).

Avevo anche ben presente l’ambiente da ricreare: l’Antartide.
Ho iniziato ad avere una vera fissazione per questo continente circa due anni fa, quando per la prima volta mi sono messo a leggere At The Mountain of Madness di Lovecraft. So che a molti non piace e risulta troppo lento, ma personalmente ho un’affezione molto profonda per questo romanzo: è stato quello che mi ha aperto le porte al mondo di HPL e questo direi che è più che sufficiente.
La narrazione si svolge interamente in Antartide e gran parte del libro è imbastito con descrizioni dei ghiacci eterni, della neve immutabile e delle immense lastre che compongono l’ambiente.
Da lì, poi, oltre alla passione per Lovecraft è arrivata anche la suggestione per il continente stesso e da qualche tempo rimuginavo su come darne una rappresentazione musicale, magari cercando di tracciare un percorso ideale di “arrivo” ai lidi della baia di Ross.

Visual del progetto sonoro

Visual del progetto sonoro

La fase compositiva è iniziata con uno schizzo, una rappresentazione visiva del brano mediante una linea che cercava di seguire la dinamica ideale del brano, dove inserire i crescendo, dove ridurre l’impatto sonoro, dove far entrare gli strumenti e dove inserire dei marker per sottolineare un cambio di scena.
In breve tempo è nata anche l’idea di un rumore di pochi secondi che fungesse da filo conduttore in tutto il brano: all’inizio, al cambio tra la prima e la seconda parte e alla fine. Avevo in mente qualcosa di simile ad un campanello, a un trillo metallico. E la soluzione è arrivata suonando le corde oltre il capotasto, comprimendole e mettendoci un po’ di riverbero.

Schizzo da cui è partita l'idea compositiva

Schizzo da cui è partita l’idea compositiva

Queste le idee di base che ruotano attorno ad “Antartica”. 
Se passate da Marrakech ovviamente non dimenticate di chiamare uno dei taxi che trovate qua e di richiedere il brano in questione: tutti quelli che non avranno modo di visitare la manifestazione possono trovare il brano su soundcloud:

A questo link trovate un pdf che riassume i vari brani presenti sui taxi, la loro suddivisione e alcune notizie sulle composizioni e sugli autori: a pagina 102 le info su Antartica.

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Informazioni su Alessio Premoli

Chitarrista e compositore di Milano. Porta avanti un progetto solista, con il quale sta per pubblicare il terzo disco, e suona con altri gruppi. Scrive per passione collaborando con OverNewsMagazine e SouniDisotorti. Appassionato di fantascienza e dedito alla matematica (in cui vanta una laurea) lavora come consulente software nella speranza di diventare presto musicista fulltime!
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