#JazzDay 2013

Oggi, 30 Aprile, si celebra l’International Jazz Day, evento annuale ideato dall’UNESCO al fine di promuovere il jazz come strumento educativo e come forza per la pace, l’unità, il dialogo e la cooperazione tra individui. È un’occasione per vivere e celebrare uno degli stili musicali più prolifici e poliedrici sia nella sua veste musicale che in quella sociale.

Colgo l’occasione per presentare una playlist di una decina di brani che rappresentano per me l’essenza del jazz; non si tratta certo di un’introduzione al genere o di un best of – sarebbe sicuramente povero e non rispettoso della tradizione – bensì vuole essere un elenco di pezzi senza i quali non potrei vivere e senza i quali per me il jazz non sarebbe mai esistito.

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Miles Davies – So What
Chiamatemi banale, ma l’assolo di Miles su questo brano è uno dei più accurati, passionali e complessi di tutto il jazz. Cresce lentamente, evolvendosi su piccole frasi di due o tre note, presto allargate con scalate più rapide e sferzate più violente.

Thelonious Monk – Everything Happens To Me
Parliamo della versione contenuta su “Solo Monk”: anche se non si tratta di uno dei pezzi del santone, rimane comunque una delle mie interpretazioni preferite, il brano che ha saputo introdurmi – non senza una buona dose di malinconia – al mondo di Monk.

Pat Metheny Group – Last Train Home
Pezzo quasi programmatico, in cui l’essenza del suonare sul 2 e sul 4 diventa cardine del brano stesso: Pat dilata all’infinito il tempo marcato dai sedicesimi-locomotiva, tirando le note e spalmandole con un’abilità incredibile, regalandoci uno dei soli più gradevoli della sua carriera.

Pat Metheny & Charlie Haden – Our Spanish Love Song
Un brano eccezionale per un disco superbo. Un’avventura in cui la musica folk (americana e non solo) si fonde con la tradizione della musica nera, regalando splendidi duetti e immagini di incredibile rarezza. 

Esbjörn Svensson Trio – The Face of Love
Uno dei trii più innovativi degli ultimi anni. Loro sono svedesi e della Svezia ci regalano tutta la freddezza (nel senso buono, della neve, delle lastre ghiacciate e delle visioni lunari). Questo brano, in particolare, è uno degli esempi più belli di fusione tra jazz e mondo orientale, una delle contaminazioni che più adoro e più ricerco.

Joe Pass – All The Thing You Are
Joe Pass è indubbiamente uno dei grandi della chitarra jazz: al pari di altri giganti come Django e Jim Hall, ha saputo mostrare al mondo quanto la chitarra possa essere uno strumento essenziale e fondamentale nel genere. In questa interpretazione di uno degli standard più classici lo vediamo giocare con il tempo, con il fraseggio e con gli accordi, con una semplicità disarmante

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John Scofield Trio – Someone To Watch Over Me
Questo è il brano con cui ho conosciuto Scofield e con il quale mi sono innamorato del suo stile claudicante, grezzo, pieno di tensioni. Scofield è così: o piace o non piace, ma certo è che il suo stile è davvero inarrivabile.

Tuck & Patty – My Romance
Non sono mai stato un grande fan del vocal jazz e tutt’ora non lo sono, ma per T&P ho dovuto fare un’eccezione: l’abilità di comping di Tuck, la voce soave e profonda di Patty sono in grado di regalare versioni incredibili e sempre nuove di brani che hanno fatto la storia. Senza aggiungere che sono solo in due e riescono a stupire comunque.

Charlie Parker – Billie’s Bounce
Bird è Brid. Non ci si può sbagliare quando si sente il suo sitle, il suo fraseggio inimitabile che lasciava a bocca aperta gli stessi musicisti con cui suonava, i quali spesso si dimenticavano di entrare con le loro parti talmente erano assorti. Questo brano in particolare è il primo che ho imparato da quando mi sono dedicato allo studio del jazz e occupa quindi un posto molto particolare.

Brad Mehldau – Hey Joe
Perché una versione di un brano moderno? Perché è con questa canzone che Brad aprì un concerto che vidi a Milano, nella splendida cornice dell’Orto botanico della Statale. E quella sera, con quel primo brano, credo di aver trattenuto il fiato per una decina di minuti abbondanti.

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Informazioni su Alessio Premoli

Chitarrista e compositore di Milano. Porta avanti un progetto solista, con il quale sta per pubblicare il terzo disco, e suona con altri gruppi. Scrive per passione collaborando con OverNewsMagazine e SouniDisotorti. Appassionato di fantascienza e dedito alla matematica (in cui vanta una laurea) lavora come consulente software nella speranza di diventare presto musicista fulltime!
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