Playlist #008

Dopo qualche settimana ritorna una nuova playlist. Come al solito sarà un estratto degli ascolti dell’ultimo periodo, concentrato esclusivamente su lavori non ancora presentati in questa serie.

Dave Porter – Breaking Bad (OST) [2012]
David Bowie – Where Are we Now? [2013]
Esbjörn Svensson Trio – Good Morning Suzie Soho [2000]
Helloween – Straight out of Hell [2013]
John Zorn – Alhambra Love Songs [2009]
Math of Trees – The Gears Below [2012]

The Allman Brothers Band – Brothers and Sisters [1973]


Dave Porter – Breaking Bad (OST)
BB
Breaking Bad è una delle migliori serie tv che abbia mai visto. Sotto ogni aspetto è riuscita a conquistarmi: visivo, recitativo, etico. E la colonna sonora è stata decisamente un pilastro importante: dal “Main Title” così azzeccato, musicale e riconoscibile a quelle stupende divagazioni ambient/drone delle scene nel deserto, ha saputo creare la perfetta cornice musicale al dramma rappresentato. Quando il silenzio dei protagonisti prende scena, l’opera di Dave Porter sale in primo piano, diventando commento e specchio alle vicissitudini inarrabili dell’anima. Un lavoro che vive di vita propria anche fuori dalla serie.


David Bowie – Where Are We Now

Il Duca Bianco torna in sordina, senza grandi comunicati e senza troppa pompa magna: lascia un nuovo singolo su iTunes, un giorno, senza troppo dirlo in giro. Ed è comunque il finimondo. È una sola canzone, breve e malinconica, accompagnata da un video che vive degli stessi colori. A breve il nuovo album, il primo da dieci anni: un’attesa che promette bene.


Esbjörn Svensson Trio – Good Morning Suzie Soho

Uno dei trii più prolifici e più moderni della scena contemporanea presenta in questo disco le prime vivide e sapienti contaminazioni con la musica elettronica: sono piccoli accenni, pennellate di delay, di qualche distorsione, di ritmiche più statiche e in loop. Un disco, questo “Good Morning Suzie Soho” che è piacevole dall’inizio alla fine. Tra tutte spicca una superba “The Face Of Love”, vero tripudio arabeggiate, costruito tutto attorno ad un unico accordo.


Helloween – Straight Out of Hell
HS

Che bomba! Gli Helloween ci hanno abituato ad alti (non troppo alti) e bassi (anche troppo bassi), ma questo disco è davvero potente. Power metal senza compromessi, diretto, con tutti i cliches del genere sfruttati e presentati a dovere. L’iniziale “Nabatea” è quasi un manifesto del genere. Un disco che convince.


John Zorn – Alhambra Love Songs

Zorn è senza dubbio uno dei musicisti più prolifici del nostro tempo. Con destrezza si è mosso tra la sperimentazione più selvaggia, il recupero della tradizione, dedicandosi al jazz così come al rumorismo. Questo prezioso lavoro rientra nel filone “classico”: disco jazz, – scritto per un trio (contrabbasso, batteria e pianoforte) – dalle influenze leggermente mediorientali. Ricorda un po’ la serie della Masada, un po’ più raffinata e meno caotica: tutto sembra essere al proprio posto, nulla è lasciato al caso e alla divagazione. E sta proprio qua la bellezza di questo lavoro: la bellezza di scrivere da cima a fondo un disco che è jazz. Da cima a fondo.


Math of Trees – The Gears Below


Un breve piccolo EP che mi ha catturato inizialmente solo per il nome del gruppo, Math of Trees. Ho aperto il loro bandcamp e li ho piazzati nella whishlist, giusto per ricordarmi della loro esistenza. Poi una sera me lo ascolto. Rivelazione. Il gruppo celebra un perfetto connubbio tra una miriade di generi: il fulcro di tutto è il jazz, qua interpretato più come linguaggio espressivo che come effettiva disposizione formale/compositiva. Su questo canovaccio si sovrappongono ispirazioni decisamente interessanti: accordi metallari, archi sussurrati, brevi accenni di musica elettronica qua e là. Tutto questo viene miscelato con sapienza e il risultato è qualcosa di superbo e stupefacente.


The Allman Brothers Band – Brothers and Sisters

Gli Allman Brothers vivono su quell’incredibile punto di incontro tra folk music, blues e country, e lo fanno con una naturalezza senza pari. Questo disco contiene alcune perle stupende (il blues di “Jely Jelly”, l’inno-strumentale “Jessica”), anche se ogni singola canzone ha un suo valore: nulla è riempitivo, tutto ha una vivacità ed un colore unici.

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Informazioni su Alessio Premoli

Chitarrista e compositore di Milano. Porta avanti un progetto solista, con il quale sta per pubblicare il terzo disco, e suona con altri gruppi. Scrive per passione collaborando con OverNewsMagazine e SouniDisotorti. Appassionato di fantascienza e dedito alla matematica (in cui vanta una laurea) lavora come consulente software nella speranza di diventare presto musicista fulltime!
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