Playlist #006 (di fine anno)

Ci ho provato. Sono un paio di giorni che cerco di tirare giù una lista che contenga i dischi migliori di questo 2012, ma nulla. Sarà che ho ascoltato poche uscite dell’anno corrente, sarà che mi è difficile decretare l’oggettiva e la soggettiva importanza di un qualche lavoro in particolare: non ci ho cavato fuori proprio un bel niente.Quindi ho deciso di scrivere un post che non ha nulla a che vedere con le classifiche di fine anno. Un bel post nostalgico e malinconico, sempre a tema musicale.

Sin dalla mia più tenera infanzia ero solito raggiungere i miei nonni nella provincia di Varese in compagnia dei miei genitori. Quando miei gusti musicali iniziarono a plasmarsi seguendo direzioni ben precise mi imbattei in un piccolo negozio di dischi nella cittadina di Besozzo, non troppo lontano dal paesello dei miei parenti. Da allora, dopo una serie di primi acquisti mirati, decisi di lasciarmi consigliare dalla saggezza e dall’esperienza del propietario, un uomo sulla quarantina, magro e slanciato, che ne sapeva a valangate di prog. E al termine di ogni mia visita uscivo da quel tempio della musica con in mano un nuovo cd da ascoltarmi. Negli ultimi cinque/sei anni le mie visite si sono fatte sempre più rarefatte, ma colgo sempre l’occasione di passare a salutare e a farmi consigliare qualcosa.

Ecco, la “playlist” di oggi (che poi è la playlist di fine anno) raccoglie in un unico post tutti i dischi che acquistai in quel negozio, una lunga playlist di prog e non solo.

System of a Down – Toxicity [2001]
Rush – Rush in Rio [2003]
Iron Maiden – Live After Death [1985]
Magellan – Impending Ascension [1993]
Marillion – A Script for a Jester’s Tears [1983]
Asia – Alpha [1983]
Shadow Gallery – Legacy [2001]
Spock’s Beard – Feel Eupohoria [2003]


System of a Down – Toxicity
Periodo nu-metal, tutto preso da Limp Bizkit, Linkin Park e compagnia bella. Qualcuno mi disse: “non conosci i SOAD? Devi conoscerli, comprati Toxicity!” Ed io lo comprai.
Mi ricordo che la prima sensazione fu: ma che cazz? Il disco inizia con “Prison Song”, un incipit grezzo, martellante, fuorioso. Veri e propri schiaffi in faccia. Per un lungo periodo ascoltai solo “Chop Suey”, “Aerials” e “Toxicity”, perché ogni tanto beccavo i video su MTv e mi rimanevano impresse in testa più facilmente. Poi col tempo ho imparato a godere del disco nella sua interezza.


Rush – Rush in Rio
rush
Non ero ancora troppo fanatico del prog quando sui giornali metallari che mi capitava di sfogliare iniziò a comparire questa bellissima copertina viola con un drago che vestiva un cappello d’ananas. E lodi sperticate a questi fantomatici Rush che erano un gruppo bomba del passato che avevano scritto pagine e pagine di storia. Ed erano in tre. Ed io ero ignorante di brutto. Entro nel negozio, ascolto la prima traccia, “Tom Sawyer”, ed è amore. Ancora ho i brividi al ricordo di quella versione, con un migliaio di brasiliani eccitati che cantano cori su cori. Per un bel po’ di anni questo triplo live rimase la mia bibbia indiscussa in fatto di Rush. Senza aggiungere che contiene la mia canzone preferita in assoluto del trio canadese, nella sua versione migliore: “The Pass”. Lacrime.


Magellan – Impending Ascension
Questo fu il primo disco che acquistai sotto consiglio, confidando senza riserve nella sapienza del magico venditore. I Magellan, creatura dei fratelli Gardner, sono un ensemble progressive dai suoni sintentici tipici di fine anni ottanta/inizio anni novanta. Un bel lavoro questo “Impending Ascension”, al quale spesso ritorno con piacevole nostalgia: prog senza compromessi, libero da schemi, alle volte un po’ freddino, ma poco importa.


Marillion – A Script for a Jester’s Tears
Grazie a questo negozio ho conosciuto i Marillion, uno di quei gruppi ai quali torno sempre con piacere. Solo questo potrebbe bastare come commento. Senza aggiungere che questo è il primo lavoro del gruppo: stupendo, immaturo, esagitato. Come tutti i debutti che si rispettino. Con quella “Chelsea Monday” che mette le lacrime.


Iron Maiden – Live After Death
iron
Questo live è stato il disco che mi ha condotto nel metallo. Ricordo ancora il rovistare tra le cassette di mio zio, il trovarne una rossa e nera con scritto sopra “Iran Maiden” e il mettere su la musica del diavolo. Penso che a distanza di quasi 13 anni da quella scoperta io sappia dire anche i rutti che ci sono registrati su quel live da quanto l’ho ascoltato. L’acquisto, dopo anni di dipendenza dalle musicassette, era doveroso.


Asia – Alpha
Sono colpevole di averlo ascoltato poco, lo ammetto. Gli Asia nascono da pezzi di King Crimson e ELP che, allo scioglimento delle band madri, decidono di mettere su un supergruppo. E l’esito, con il primo disco omonimo, è strabiliante: la fusione di melodie pop e strutture semplici con la raffinatezza ed il senso barocco proprio del prog, creano un pastiche che al pubblico piace in un modo incredibile. Il successo è planetario e questo Alpha, secondo disco del gruppo, cerca di ribattere le strade intraprese dal suo predecessore.


Spock’s Beard – Feel Euphoria
Il primo disco degli Spocks senza Neal Morse. Ed è una palla. L’ho trovato noiosissimo, il peggior consiglio che mi abbiano mai dato. Mah..


Shadow Gallery – Legacy
Shadow-Gallery-2001
Se mi chiedessero una definizione di prog-metal penso che citerei questo disco. Ed in particolare l’opener “Cliffhanger 2”: tredici minuti di riff uno più accattivante dell’altro, con un senso della melodia, della struttura e dell’orchestrazione davvero geniali. La mastodontica coda strumentale prosegue sommando intrecci su intrecci. Dici: “é finita?”. Un nuovo riff ti dice di no, però è talmente bello che vai avanti. Uno dei pochi veri gruppi progressive metal che ci siano stati in circolazione.

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Informazioni su Alessio Premoli

Chitarrista e compositore di Milano. Porta avanti un progetto solista, con il quale sta per pubblicare il terzo disco, e suona con altri gruppi. Scrive per passione collaborando con OverNewsMagazine e SouniDisotorti. Appassionato di fantascienza e dedito alla matematica (in cui vanta una laurea) lavora come consulente software nella speranza di diventare presto musicista fulltime!
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