Playlist #004

Aoria – The Constant [2012]
Chimp Spanner – All Roads Lead Here [2012]
Florence & The Machine – Ceremonials [2011]
Marillion – Crash Course: An Introduction to Marillion [2009]
Thisquitearmy & Yellow6 – Death Valley [2012]
Van Der Graaf Generator – First Generation [1986]

Dall’ultima playlist ad oggi ho ascoltato molta più roba di questi sei fortunati vincitori: ho preferito concentrarmi sui dischi che ho riuscito a metabolizzare più a fondo. I restanti millemila che rimangono da digerire meglio li pubblicherò durante le vacanze di Natale.


Aoria – The Constant

Chi sono questi Aoria? Ho beccalo la loro recensione su un sito metal che li stroncava senza pietà. Noncurante dell’autorità metallica mi sono informato su di loro: pezzi di Katatonia e A Swarm of The Sun che si incontrano e fanno un disco. Erik Nillson, già voce e chitarra dei secondi, mette il suo marchio su questo lavoro: suona molto simile agli Sawrm (sarà che la timbrica della voce e della chitarra non cambia molto), ma dopo qualche ascolto il disco mostra una personalità un po’ diversa. Il lato intimista, quello aggressivo e quello più riflessivo vengono sottolineati maggiormente, dando quel tono un po’ più Katatonia (malinconico-apocalittico-titanico) alle composizioni. È un lavoro che prende, emoziona e colpisce.


Chimp Spanner – All Roads Lead Here

One man band che rientra in quel filone di progressive metal che si sta affermando al grande pubblico nell’ultimo tempo (quello che qualcuno chiama progressive djent o nomi del genere, insomma, quello portato avanti da gruppi tipo Tesseract, Periperhy, Animal as Leaders…). Questo EP, interamente strumentale, eredita fasti e nefasti della corrente: produzione perfetta e precisa, una pulizia sonora incredibile, suoni limpidi e definiti, brani che alternano suggestive divagazioni ambient, sfuriate alla Meshuggah e via dicendo. Che poi sono anche i motivi per cui faccio fatica a stare dietro a release di questo tipo: il tutto è davvero troppo perfetto, quasi di plastica. Riconosco a Chimp Spanner di avere un tocco raffinato ed un gusto fuori dal normale: una traccia come “Cloud City” non può passare inosservata, con il suo gusto modale negli assoli e con il suo feeling molto ambient.


Florence & The Machine – Ceremonials

All’inizio non volevo ascoltarlo. Quello che ero riuscito a reperire sul tubo non mi aveva convinto così tanto: più che altro ero rimasto deluso dalla produzione (che per il tipo di musica proposta avrebbe potuto fare grandissime cose). Alla fine mi hanno convinto. E devo riconoscere che il disco è molto piacevole: suoni molto electro pop, tanti riverberi, tanti cori, un po’ di strumenti estranei alla tradizione pop. Su tutto spicca la voce di lei, Florence: versatile, ricca di armoniche e di espressività. Una piacevole compagnia serale per qualche guidata nella periferia milanese.


Marillion – Crash Course: An Introduction to Marillion

Vai sul sito marillion.com, ti iscrivi e ti mandano gratuitamente a casa questo cd. Che tra l’altro contiene alcuni dei brani più belli estratti dalla discografia recente della band: un’introduzione per l’ascoltatore nuovo, un interessante best of per il fan. I Marillion da anni sono una delle band più innovative nel mercato online: dal 1997 finanziano le proprie release mediante il preordine del materiale, ancora prima di registrarlo (e per questi fanatici che partecipano sono riservate edizioni limitate e personalizzate dell’album), da anni rendono disponibile a cifre irrisorie materiale live di tutti i tour. Questo disco passa in rassegna alcuni dei momenti più significativi degli ultimi anni, – “Marbles“, “Happiness is The Road“, l’acustico “Less is More” – celebrandoli con alcuni dei pezzi più graditi dai fan. Vale la pena iscriversi al sito solo per questo dischetto!


Thisquitearmy & Yellow6 – Death Valley
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Lavoro drone del mese. Due veterani del genere si uniscono in un doppio disco che cerca di ricreare le atmosfere desolate e solitarie della Death Valley. Feedback e soundscapes, governati dalla chitarra, creano visioni di solitudine, di immenso nulla e di vastità. Descrivere il mondo è un desiderio che la musica cova da quando è nata e da sempre si scontra con la difficoltà del proprio linguaggio di essere uno sguardo oggettivo del reale. Non ho mai avuto modo di visitare la Death Valley, quindi non posso garantire per l’esito dell’intento dei due: certo è che i mondi generati da questo lavoro vivono di solitudine, desolazione e di tutte quelle immagini che un deserto di sassi e dura pietra può generare.


Van Der Graaf Generator – First Generation
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Un tuffo nel passato. Ricordo ancora quel pomeriggio di un settembre 2005 (o 2006?) quando dissi “bella questa copertina, bello questo nome” e mi portai a casa questo cd. Stereo on, cd nel vano. Trauma. Non ero ancora pronto. I Van Der Graaf Generator (VDGG) erano decisamente troppo fuori: dissonanti e deliranti, e poi dove erano i chitarroni? C’era ancora troppo metal nelle mie orecchie. Quattro anni più tardi lo stesso cd torna nello stesso stereo ed è subito amore: finalmente un gruppo delirante, dissonante e senza chitarroni. Pensare che dal secondo/terzo disco hanno fatto anche a meno del bassista. E che lo strumento solista è un sassofono. E che alla voce c’è Peter Hammill. Non basta?
Il lavoro è una panoramica sul secondo, terzo e quarto disco della band, forse alcuni dei migliori lavori della storia progressive: il disco si apre con la enigmatica “Darkness (11/11)” guidata da un basso pulsante, voce pannata a sinistra, tempo ostinato quasi di marcia; poi “Killer“, la superba “Man Erg” (se volete una definizione di VDGG eccovela servita), la suite “A Plague for Lighthouse Keeper“. Il meglio del meglio, una compilation davvero ben organizzata.

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Informazioni su Alessio Premoli

Chitarrista e compositore di Milano. Porta avanti un progetto solista, con il quale sta per pubblicare il terzo disco, e suona con altri gruppi. Scrive per passione collaborando con OverNewsMagazine e SouniDisotorti. Appassionato di fantascienza e dedito alla matematica (in cui vanta una laurea) lavora come consulente software nella speranza di diventare presto musicista fulltime!
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