Playlist #001

Angra – Best Reached Horizons [2012]
Crippled Black Phoenix – Night Rider [2009]
Steve Roach – Quiet Music (Complete Edition) [1988]
The Search – The Search For Connection Contact And Community [2011]
AAVV – Re-Machined: A Tribute To Deep Purple’s Machine Head [2012]
AAVV – Stabbing a Dead Horse
[2012]

Fine Ottobre è un periodo strano: le giornate si fanno rapidamente più fredde, l’ora cambia improvvisamente, i tramonti sono limpidi e insanguinati. Certi momenti richiedono, più che in altri periodi dell’anno, scelte musicali ben ragionate.


Angra – Best Reached Horizons

Della serie “scrivo le cose, faccio tutt’altro”: questa non è una scelta ragionata. Ho visto che sarebbe uscito e mi son detto “perché no?”: il disco (doppio cd, tra l’altro) percorre trasversalmente la carriera degli Angra, divisa tra l’esperienza con Andre Matos e con Edu Falaschi. Ho sempre mal sopportato quella prima fase, troppo halloween-iana, un po’ moscia e al limite del frustrante (senza mancare, però, di qualche episodio interessante e piacevole). Invece con l’arrivo di Edu s’è fatto tutto un po’ più pieno, definito e deciso, fino a quella piccola perla che è Temple of Shadows. Un best of, nulla di più, giusto per canticchiare qualche canzone dei miei quindici anni e per sentirmi un po’ più vecchio.


Crippled Black Phoenix – Night Rider

Discone, gruppone: le parole si sprecano. Conosciuti sotto prezioso consiglio di un caro amico, questi Crippled Black Phoenix si sono rivelati una piacevole scoperta. Supergruppo con membri di Electric Wizard, Mogwai e altri, scrivono senza porsi troppi problemi di coerenza e di identità: lo fanno per il piacere di farlo, di proporsi e di divagare senza freni. Così in un disco che è classificato come post rock sui generis trovi la lunga suite, un paio di tempi di valzer, la ballata drammatica e sussurrata, il viaggione e il chitarrone stoner: un compendio di quelle espressioni (tutte un po’ chiamate post per sentirsi un attimo più avanti) nate e diffusesi negli ultimi anni. Ed è proprio in questo, forse, la bellezza e l’imprevedibilità di questo disco e di questo gruppo.


Steve Roach – Quiet Music (Complete Edition)

Steve Roach è il maestro indiscusso della musica ambient dal 1982. Pioniere ed avanguardista del genere, ha scritto alcune pietre miliari (tra cui la serie “Quiet Music”). Musica calma, per l’appunto: lunghe soundscapes di synth, immobili panorami sonori, accordi eterei appena sussurrati e stesi per eterni minuti di tranquillità. Ambienti sonori ideali per rilassarsi e pensare senza freni. Ho passato momenti davvero unici con questo lavoro nelle orecchie, steso sul letto a tarda notte o abbandonato in qualche lettura.


The Search – The Search For Connection Contact And Community

Loro sono svedesi, ma suonano dannatamente inglesi. Disco che ho scaricato dalla loro pagina bandcamp gratuitamente, attratto dalla copertina. Un po’ darkwave, un po’ rock e un po’ pop. Di stupendo, in questo disco, è la ricerca maniacale del suono e dell’ambientazione sonora: c’è sotto un lavoro bello e intenso di ricerca e di sperimentazione che dà spessore ad un lavoro che altrimenti sarebbe la solita goccia nel marasma di idee mediocri. Ed invece i quattro svedesi ne escono a testa alta, non certo per le idee rivoluzionarie, ma per la capacità di far suonare quello che hanno tra le mani. Consigliatissimo.


AAVV – Re-Machined: A Tribute To Deep Purple’s Machine Head

In generale odio i tribute: un disco e una band hanno una loro storicità che in pochi possono violare, senza aggiungere che spesso queste idee sono semplici mezzi per fare soldi facili.
Re-Machined si discosta dalla tradizione del disco-tributo per una serie di semplici motivi: è incentrato su un lavoro in particolare (Machine Head); vi partecipano, oltre a nomi grossi come Metallica, Iron Maiden, Joe Bonamassa e Steve Vai, personaggi come Glenn Hughes, Chad Smith e i Flaming Lips, a dare un colore tutto particolare alle interpretazioni; il disco è missato per suonare grezzo e potente, con sonorità da hard rock anni settanta. Su tutte spiccano la versione assurda di “Smoke on The Water” dei Flaming Lips e la spettacolare resa di “Lazy”, ad opera di Joe Bonamassa e Jimmy Barnes, che si piazza quasi al livello dell’originale.


AAVV – Stabbing a Dead Horse

Breve cd promozionale per il tour inglese di tre band: The Fierce & The Dead, Trojan Horse e Knifeworld. Prog rock un po’ delirante, riveduto e corretto alla luce del nuovo millennio: un’introduzione a queste tre band che lentamente stanno uscendo dall’underground britannico.

Annunci

Informazioni su Alessio Premoli

Chitarrista e compositore di Milano. Porta avanti un progetto solista, con il quale sta per pubblicare il terzo disco, e suona con altri gruppi. Scrive per passione collaborando con OverNewsMagazine e SouniDisotorti. Appassionato di fantascienza e dedito alla matematica (in cui vanta una laurea) lavora come consulente software nella speranza di diventare presto musicista fulltime!
Questa voce è stata pubblicata in Playlist e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...